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Prendere il volo

La prima volta che misi piede su un aereo, avevo 17 anni  e partivo per Barcellona. Per 2 settimane avrei vissuto in casa di una spagnola e frequentato la scuola!
Spiegare l’adrenilina di quel giorno, salutare i miei genitori, che avevano gli occhi lucidi e al posto del viso una maschera di terrore….è dire poco.
Ma non mi sono voltata e seppur con il magone sono salita sull’aereo che mi portava verso questa nuova avventura.
Quando mi azzardai a guardare dal finestrino, le nuvole sembravano giocare fra di loro e mi trasmisero una sensazione di libertà,la stessa che iniziavo a provare io.

L’avventura è continuata per 1 mese! si perchè dopo i primi 2 giorni di nostalgia e timore,inizia quel cammino che si chiama “crescita”, dove ogni mattina mi si apriva la possibilità di arricchire la mente, di comunicare con il mondo e quindi chiesi di poter proseguire per altri 15gg!

L’immagine che mi viene in mente più volte è quella di un gruppo di più di 20 ragazzi/e seduti in cerchio sulle ramblas,che ridevano e chiaccheravano districandosi tra spagnolo, inglese,francese,tedesco,cinese….ma lingua principale era quella della “comunicazione”.

La conoscenza delle lingue permette la comunicazione, lo scambio, l’arricchimento di culture e usi diversi, l’apertura verso mondi nuovi, le lingue cancellano i “confini“.

Dare la possibilità ai ns ragazzi di questa esperienza è il più bel regalo che un genitore possa fare.

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